Circolare: Acconto IVA 2021

Entro il prossimo 27 dicembre i titolari di partita IVA dovranno versare l’acconto IVA relativo all’anno 2021.

I clienti per i quali lo studio elabora la contabilità, riceveranno nei prossimi giorni il modello F24 per eseguire il pagamento.

I codici tributo da utilizzare sono:

  • 6013 per i contribuenti mensili,
  • 6035 per quelli trimestrali,

indicando come periodo di riferimento il 2021.

Ricordiamo che il pagamento non va eseguito se:

  • l’importo dell’acconto dovuto è inferiore a 103,29 euro;
  • il contribuente ha iniziato l’attività nel corso del 2021;
  • il contribuente ha cessato l’attività entro il 30 novembre se mensili o entro il 30 settembre se trimestrali;
  • il contribuente non è tenuto ad effettuare le liquidazioni periodiche Iva, mensili o trimestrali;
  • il contribuente ha effettuato esclusivamente operazioni esenti, non imponibili, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell’imposta.

Il contribuente può determinare l’acconto avvalendosi della modalità più favorevole.

Riassumiamo, di seguito, i tre metodi alternativi (invariati rispetto agli anni precedenti) previsti per il calcolo.

  1. Metodo storico

A)  Contribuenti mensili: l’88% dell’imposta risultante a debito dalla liquidazione di dicembre 2020.

B) Contribuenti trimestrali: l’88% dell’imposta risultante a debito dalla liquidazione del quarto trimestre 2020.

2. Metodo previsionale

I contribuenti possono versare l’88% di quello che si presume sarà il debito dell’ultimo periodo (mese di dicembre 2021 se mensili, quarto trimestre 2021 se trimestrali).

Il rischio di questo metodo consiste nel fatto che se poi, a consuntivo, l’acconto versato per il 2021 risulta inferiore all’88% di quanto effettivamente dovuto per il mese di dicembre o quarto trimestre, si incorre nella sanzione di insufficiente versamento (articolo 13, comma 1, D.Lgs. 471/1997).

3. Metodo analitico

A)  Contribuenti mensili: versamento del 100% dell’imposta dovuta dal 1° al 20 dicembre 2021 + IVA relativa alle operazioni (comprese le intracomunitarie) effettuate a novembre, se non già annotate a novembre + IVA relativa alle operazioni (comprese le intracomunitarie) effettuate dal 1° al 20 dicembre ancorché non siano decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione.

In sintesi il corretto metodo di calcolo è il seguente:

+/-   annotazioni eseguite nei registri I.V.A. o che avrebbero dovuto essere eseguite dal 1° dicembre al 20 dicembre 2021

+      I.V.A. relativa a operazioni (incluse intracomunitarie) effettuate a novembre se non annotate in tal mese, vale a dire:

          = operazioni effettuate ma non fatturate

          = operazioni fatturate ma non registrate

+      I.V.A. relativa a operazioni (incluse intracomunitarie) effettuate dal 1° al 20 dicembre 2021 anche se non ancora decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione

B)   Contribuenti trimestrali: versamento dell’imposta dovuta dal 1° ottobre al 20 dicembre 2021 + IVA relativa alle operazioni (comprese le intracomunitarie) effettuate nel terzo trimestre, se non già annotate nel terzo trimestre, + IVA relativa alle operazioni (comprese le intracomunitarie) effettuate sino al 20 dicembre ancorché non siano decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione.

           In sintesi il corretto metodo di calcolo è il seguente:

+/-   annotazioni eseguite nei registri I.V.A. o che avrebbero dovuto essere eseguite dal 1° ottobre al 20 dicembre 2021

+      I.V.A. relativa a operazioni (incluse intracomunitarie) effettuate nel terzo trimestre se non annotate in tale trimestre, vale a dire:

          = operazioni effettuate ma non fatturate

          = operazioni fatturate ma non registrate

+      I.V.A. relativa a operazioni (incluse intracomunitarie) effettuate sino al 20 dicembre 2021 anche se non ancora decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione

Ricordiamo che, in caso di omesso o minore versamento, è prevista la sanzione del 30% delle somme non versate o versate in meno, con la possibilità di sanare la violazione utilizzando l’istituto del ravvedimento operoso.