CIRCOLARE: Decreto Agosto

Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia – Principali novità del decreto “Agosto” – Decreto Legge 14 agosto 2020 n. 104

Altre novità del mese di Agosto

Decreto Legge 14 agosto 2020 n. 104

Sintetizziamo, di seguito, gli argomenti di nostra competenza, che riteniamo di più generale interesse, lasciando ai consulenti specifici le informazioni in merito alle norme concernenti i datori di lavoro:

Incremento dei fondi per il bonus baby sitting (art. 21)

Viene aumentato, da 67,6 milioni a 236,6 milioni di euro lo stanziamento previsto dall’art. 25 co. 5 del DL 18/2020 (conv. L. 27/2020) per finanziare il bonus baby sitting.

Proroga del Reddito di emergenza (art. 23)

 Viene riconosciuto il Reddito di emergenza (REM), per una singola quota pari all’ammontare di cui al co. 5 dell’art. 82, ai nuclei familiari in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

•          un valore del reddito familiare, nel mese di maggio 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui all’art. 82 co. 5;

•          l’assenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui agli artt. 10 e 11 del DL 104/2020;

•          il possesso dei requisiti di cui ai co. 2, lett. a), c) e d), 2-bis e 3 dell’art. 82 del DL 34/202019;

Normalmente, il beneficio è erogato in due quote dall’INPS, ciascuna determinata in un ammontare minimo pari a 400,00 euro, da moltiplicare per il corrispondente parametro della scala di equivalenza prevista per la determinazione del Reddito di cittadinanza (art. 82 co. 5 del DL 34/2020 convertito). In particolare, il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di:

•          0,4 per ogni ulteriore componente del nucleo familiare di età maggiore di 18 anni;

•          0,2 per ogni ulteriore componente minorenne.

Il valore massimo della scala di equivalenza previsto per il Reddito di emergenza è pari a:

•          2, per un corrispondente importo massimo pari a 800,00 euro;

•          2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE, per un importo massimo pari a 840,00 euro.

La domanda per la quota di REM deve essere presentata all’INPS entro il 15.10.2020.

Contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione (art. 58)

È previsto un contributo a fondo perduto alle imprese in attività al 15.8.2020 (data di entrata in vigore del presente DL) con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione) 56.29.10 e 56.29.20 (mense e catering continuativo su base contrattuale).

Il contributo rileva per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche D.O.P. e I.G.P., valorizzando la materia prima del territorio.

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai 3/4 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019.

Al fine di ottenere il contributo, i soggetti interessati devono presentare un’istanza, secondo le modalità che saranno stabilite con apposito DM.

Il contributo è erogato mediante il pagamento di un anticipo del 90% al momento dell’accettazione della domanda, a fronte della presentazione dei documenti fiscali certificanti gli acquisti effettuati, anche non quietanzati, nonché di una autocertificazione attestante la sussistenza dei requisiti richiesti e l’insussistenza delle condizioni ostative di cui all’art. 67 del D.Lgs. 159/2011.

Il saldo del contributo è corrisposto a seguito della presentazione della quietanza di pagamento, che deve essere effettuata con modalità tracciabile.

L’erogazione del contributo viene effettuata nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione netta ai fini IRAP.

Rifinanziamenti di misure a sostegno delle imprese (art. 60)

Sono stanziate nuove risorse per l’accesso alle seguenti misure a sostegno delle imprese:

•          finanziamenti a tasso agevolato per gli investimenti effettuati dalle PMI (c.d. “Nuova Sabatini” – art. 2 del DL 21.6.2013 n. 69) per cui sono stanziati 64 milioni di euro per il 2020;

•          finanziamenti per i contratti di sviluppo a sostegno di programmi di investimento produttivi di grandi dimensioni (art. 43 del DL 25.6.2008 n. 112) per cui sono stanziati 500 milioni di euro per il 2020;

•          interventi sostenuti dal fondo istituito dall’art. 43 del DL 34/2020, per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale, delle società di capitali aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in stato di difficoltà economico-finanziaria, ovvero di imprese che, indipendentemente dal numero di occupati, detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, la cui dotazione è incrementata a 300 milioni di euro per il 2020;

•          contributi in forma di voucher a favore delle PMI per l’acquisito di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, nonché di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali (art. 1 co. 228 e 230-231 della L. 145/2018) per cui sono stanziati 50 milioni di euro per il 2021;

•          agevolazioni per la promozione della nascita e dello sviluppo delle società cooperative di cui al DM 4.12.2014, per le quali sono incrementate di 10 milioni di euro per il 2020 le risorse del Fondo per la crescita sostenibile di cui all’art. 23 del DL 22.6.2012 n. 83;

•          aiuti alle imprese che partecipano alla realizzazione di progetti di comune interesse europeo (art. 107 § 3 lett. b) del Trattato UE 7.6.2016) per i quali è incrementata di 950 milioni di euro per il 2021 la dotazione del fondo IPCEI, di cui all’art. 1 co. 232 della L. 27.12.2019 n. 160.

Aiuti di Stato anti COVID alle micro e piccole imprese. Deroga alla disciplina comunitaria delle imprese in difficoltà (art. 62)

In deroga all’art. 61 co. 1 del DL 34/2020, conv. L. 77/2020, gli aiuti di cui agli artt. 54 – 60 del DL 34/2020, conv. L. 77/202026, possono essere concessi alle microimprese e piccole imprese, ai sensi dell’allegato I del reg. UE 651/2014, che risultavano in difficoltà, in base al predetto regolamento, già alla data del 31.12.2019, a condizione che:

•          non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza; oppure,

•          non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio, salvo che al momento della concessione dell’aiuto l’impresa abbia rimborsato il prestito o abbia revocato la garanzia; oppure,

•          non abbiano ricevuto aiuti per la ristrutturazione, salvo che al momento della concessione dell’auto non siano più soggette al piano di ristrutturazione.

Superbonus del 110% – Quorum per le delibere assembleari (art. 63)

Viene inserito il nuovo co. 9-bis all’art. 119 del DL 34/2020 che definisce il quorum assembleare necessario per la deliberazione condominiale avente ad oggetto l’approvazione degli interventi che danno la possibilità di fruire del superbonus del 110%. Più nello specifico, le deliberazioni dell’assemblea del condominio sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.

Proroga moratoria per le PMI (art. 65)

Sono prorogati al 31.1.2021 i termini di sospensione:

•          previsti all’art. 56 co. 2 lett. a), b) e c), co. 6 lett. a) e c) e co. 8 del DL 18/2020 conv. L. 27/2020, che regola le misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese;

•          previsti all’art. 37-bis co. 1 del DL 23/2020 conv. L. 40/2020, sulle segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi e ai sistemi di informazioni creditizie per le imprese beneficiarie delle misure di cui all’art. 56 co. 2 DL 18/2020.

È, inoltre, stabilito che:

•          la proroga della moratoria operi automaticamente e senza alcuna formalità per le imprese già ammesse alle misure di sostegno, di cui all’art. 56 co. 2 del DL 18/2020 conv. L. 27/2020, al 15.8.2020 (data di entrata in vigore del DL 104/2020);

•          la proroga non operi nell’ipotesi di rinuncia espressa dell’impresa beneficiaria, che deve pervenire al soggetto finanziatore entro il 30.9.2020;

•          le imprese che, al 15.8.2020 (data di entrata in vigore del DL 104/2020), presentino esposizioni che non siano ancora state ammesse alle misure di sostegno finanziario di cui al co. 2 dell’art. 56, possono essere ammesse entro il 31.12.2020, secondo le condizioni e le modalità previste dall’art. 56;

•          nei confronti delle imprese che hanno avuto accesso alle misure di sostegno di cui all’art. 56 co. 2 del DL 18/2020, conv. L. 27/2020 – modificato e integrato ai sensi della presente disposizione – il termine di 18 mesi per l’avvio delle procedure esecutive, di cui all’art. 56 co. 8, decorra dal termine delle misure di sostegno di cui al co. 2, come novellato dalla presente disposizione.

L’art. 65 del DL 104/2020 opera in conformità all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’art. 108 del TFUE.

Modalità di svolgimento semplificate delle assemblee di società (art. 71)

Alle assemblee delle spa, delle sapa, delle srl, delle società cooperative e delle mutue assicuratrici convocate entro il 15.10.2020 continuano ad applicarsi le disposizioni dei co. 2 – 6 dell’art. 106 del DL 18/2020 convertito.

L’art. 106 del DL 18/2020 convertito ha riconosciuto, in estrema sintesi, la possibilità di:

•          convocare l’assemblea per approvare i bilanci entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 co. 2 e 2478-bis c.c. o alle diverse disposizioni statutarie (co. 1);

•          prevedere, nelle spa, nelle sapa, nelle srl, nelle società cooperative e nelle mutue assicuratrici, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione (co. 2);

•          svolgere le assemblee anche esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione (co. 2);

•          consentire, nelle srl, anche in deroga a quanto previsto dall’art. 2479 co. 4 c.c. e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto (co. 3);

•          obbligare, in talune società (ad esempio, quelle quotate), alla partecipazione all’assemblea tramite il “rappresentante designato” (co. 4, 5 e 6).

Ai sensi del co. 7 di tale articolo, poi, le relative disposizioni “si applicano alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19”.

Il DL 83/2020 ha disposto il prolungamento dello stato di emergenza al 15.10.2020 e, contestualmente, la proroga a tale data dei “termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all’allegato 1” al decreto mede- simo (art. 1 co. 3). Tra queste non si ritrova l’art. 106 del DL 18/2020 convertito, ma l’art. 73 del medesimo DL, il cui co. 4 stabilisce che associazioni, fondazioni “nonché le società, comprese le società cooperative ed i consorzi”, che non abbiano regolamentato lo svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità.

Tale dato normativo ha comportato l’insorgere di due differenti interpretazioni.

Una prima ricostruzione ha ritenuto che, fino al 15.10.2020, per le assemblee sarebbe stato possibile il solo ricorso alla videoconferenza, in applicazione dell’art. 73 co. 4 del DL 18/202031.

Così ragionando, allora, fino al 15.10.2020 non sarebbe stato possibile utilizzare la normativa dell’art. 106 del DL 18/2020 convertito non riprodotta nell’art. 73 co. 4 del medesimo DL (come accade per le sole adunanze in videoconferenza) con la conseguenza che non vi sarebbe stata la possibilità di approvare i bilanci entro 180 giorni, di votare in via elettronica o per corrispondenza e di obbligare i soci a intervenire in assemblea per il tramite del rappresentante designato.

Era stato anche osservato come, probabilmente, alle assemblee – contemplate nell’art. 73 co. 4 del DL 18/2020 convertito – avrebbero potuto essere parificate le riunioni di altri organi collegiali, quali i consigli di amministrazione; la limitazione alla “videoconferenza”, inoltre, avrebbe potuto non essere ritenuta preclusiva del ricorso anche alla audioconferenza.

Secondo altra ricostruzione, invece, facendo leva sul citato co. 7 del- l’art. 106 del DL 18/2020, sarebbe stata possibile un’interpretazione estensiva tesa ad assicurare la perdurante vigenza dell’intero contenuto del medesimo articolo.

A fronte di tali dubbi interpretativi, ora, si pone la previsione normativa sopra ricordata, ai sensi della quale, “alle assemblee delle società per azioni, delle società in accomandita per azioni, delle società a responsabilità limitata, delle società cooperative e delle mutue assicuratrici convocate entro il 15 ottobre 2020 continuano ad applicarsi le disposizioni dei commi da 2 a 6 dell’articolo 106 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27”.

Tale previsione, da un lato, propone una soluzione differente rispetto a quelle ad oggi ipotizzate, dall’altro, allo stato, appare priva di adeguato coordinamento normativo.

Quanto al primo profilo, si esclude, implicitamente, la perdurante vigenza dell’intero contenuto dell’art. 106 del DL 18/2020, ma non si applica l’art. 73 co. 4 del DL 18/2020 convertito, bensì si delimitano le disposizioni applicabili dello stesso art. 106 a quelle contemplate nei co. 2 – 6 (con esclusione, in particolare, della possibilità di approvare i bilanci entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio).

Quanto al secondo profilo, invece, si lascia nell’ombra la correlazione tra la nuova previsione ed il certamente vigente art. 73 co. 4 del DL 18/2020 convertito.

Rimborsi per i pagamenti elettronici da parte di privati (c.d. “cashback”) – Rifinanziamento (art. 73)

Sono previste alcune modifiche alla misura dedicata ai privati al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, introdotta dall’art. 1 co. 288 della L. 160/2019.

La misura si sostanzia in un rimborso in denaro, alle condizioni e nei casi che saranno definiti da apposito DM.

In particolare, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, emana uno o più decreti al fine di stabilire le condizioni e le modalità attuative delle disposizioni di cui all’art. 1 co. 288, 289-bis e 289-ter della L. 160/2019, incluse le forme di adesione volontaria e i criteri per l’attribuzione del rimborso, anche in relazione ai volumi ed alla frequenza degli acquisti, gli strumenti di pagamento elettronici e le attività rilevanti ai fini dell’attribuzione del rimborso, nei limiti dello stanziamento previsto.

A tal fine, la dotazione del fondo di cui all’art. 1 co. 290 della L. 160/2019 è incrementata di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,7 milioni di euro per l’anno 2021.

Incentivi per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km – Rifinanziamento (art. 74)

Viene rifinanziato per 400 milioni di euro il fondo “automotive” per gli incentivi previsti dall’art. 44 del DL 34/2020 convertito per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km, prevedendo anche alcune modifiche alla misura dell’agevolazione.

Viene inoltre istituito un fondo finalizzato all’erogazione di contributi per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici effettuata da persone fisiche nell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, nonché da soggetti passivi IRES.

Credito d’imposta locazioni immobili uso non abitativo – Modifiche (art. 77 co. 1 lett. a) e b)

Sono apportate alcune modifiche all’art. 28 del DL 34/2020 recante la disciplina del credito d’imposta per la locazione di immobili ad uso non abitativo.

Il credito d’imposta spetta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente anche per le strutture termali (modifica all’art. 28 co. 3 del DL 34/2020).

Il credito d’imposta viene esteso anche con riferimento al mese di giugno (e al mese di luglio per gli stagionali).

Con una modifica all’art. 28 co. 5 del DL 34/2020 è infatti ora previsto che:

•          il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno;

•          per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Abolizione seconda rata IMU per l’anno 2020 per alberghi, stabilimenti balneari, altri immobili del settore turistico, fiere, cinema e teatri (art. 78)

Sono esentati dal pagamento della seconda rata dell’IMU per l’anno 2020:

•          gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;

•          gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2, e relative pertinenze e installazioni funzionali, e immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

•          gli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;

•          gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

•          immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Tale disposizione si applica nel rispetto del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato.

Nei casi sopraelencati non deve quindi essere versato nulla a titolo di IMU entro il 16.12.2020.

Per le prime tre tipologie di immobili sopraelencate l’art. 177 del DL 34/2020 convertito aveva già previsto l’esclusione dal pagamento della prima rata dell’IMU per l’anno 2020.

Per gli anni 2021 e 2022, inoltre, l’IMU non è dovuta per gli immobili accatastati in D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatro e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche (art. 81)

Per l’anno 2020, è riconosciuto un credito d’imposta alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, nei confronti di:

•          leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell’ambito delle discipline olimpiche;

•          società sportive professionistiche e società ed associazioni spor- tive dilettantistiche iscritte al registro CONI operanti in discipline ammesse ai Giochi Olimpici e che svolgono attività sportiva giovanile.

L’investimento in campagne pubblicitarie deve essere:

•          di importo complessivo non inferiore a 10.000,00 euro;

•          effettuato dall’1.7.2020 al 31.12.2020, tramite strumenti di pagamento diversi dal contante;

•          destinato a leghe e società sportive professionistiche e società ed associazioni sportive dilettantistiche con ricavi ex art. 85 co. 1 lett. a)       e b) del TUIR relativi al periodo d’imposta 2019 prodotti in Italia almeno pari a 200.000,00 euro e fino a un massimo di 15 milioni di euro.

Sono escluse le sponsorizzazioni nei confronti di soggetti che aderiscono al regime previsto dalla L. 398/9141.

Il credito d’imposta “teorico” è pari al 50% degli investimenti agevolabili effettuati, nel limite massimo complessivo di spesa pari a 90 milioni di euro.

Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, la norma agevolativa dispone che si procederà alla ripartizione tra i beneficiari in misura proporzionale al credito di imposta astrattamente spettante come sopra calcolato, con un limite individuale per soggetto pari al 5% del totale delle risorse annue.

Al fine di beneficiare dell’agevolazione è necessaria una preventiva istanza diretta al Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97.

Con un decreto di prossima emanazione saranno definite le disposizioni attuative dell’agevolazione (es. procedure di concessione, documentazione richiesta, ecc.).

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari – Incremento del tetto massimo di spesa (art. 96 co. 1)

Vengono incrementati i fondi stanziati per il credito d’imposta per investimenti pubblicitari per il 2020.

In particolare, all’art. 57-bis co. 1-ter del DL 50/2017 convertito, come modificato dall’art. 186 del DL 34/2020 convertito, sono apportate le seguenti modificazioni:

•          il tetto massimo di spesa è incrementato a 85 milioni (in luogo dei precedenti 60 milioni);

•          il beneficio è concesso nel limite di 50 milioni di euro (in luogo dei precedenti 40 milioni) per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 35 milioni di euro (in luogo dei precedenti 20 milioni) per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoni- che locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato;

•          il fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione è in incrementato di 57,5 milioni (in luogo dei precedenti 32,5).

Credito d’imposta per l’acquisto carta dei giornali – Incremento della misura (art. 96 co. 2)

Viene modificata la misura del credito d’imposta per l’acquisto della carta per giornali di cui all’art. 188 del DL 34/2020 convertito.

Per l’anno 2020 alle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritti al registro degli operatori di comunicazione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% (in luogo del precedente 8%) della spesa sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite, entro il limite massimo di 30 milioni (in luogo del precedente limite di 24 milioni).

Contributo alle imprese editrici di quotidiani e periodici – Modifiche (art. 96 co. 3 – 6)

Vengono apportate alcune modifiche alla disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al DLgs. 15.5.2017 n. 70.

Tra le modifiche per l’anno di contribuzione 2020, si segnalano le seguenti:

•          tra i requisiti per l’edizione cartacea, vendita della testata nella misura di almeno il 25% (in luogo del precedente 30%) delle copie annue distribuite, per le testate locali, e di almeno il 15% (in luogo del precedente 20%) delle copie annue distribuite, per le testate nazionali (art. 5 co. 1 lett. e) del DLgs. 70/2017);

•          qualora dall’applicazione dei criteri di calcolo di cui all’art. 8 del DLgs. 70/2017 derivi un contributo di importo inferiore a quello erogato alla medesima impresa editoriale per l’annualità 2019, il suddetto importo è parificato a quello percepito per tale anno. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, resta applicabile il criterio del riparto proporzionale.

Ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi e delle ritenute non operate (art. 97)

Viene prevista la facoltà di rateizzare ulteriormente i versamenti sospesi e il pagamento delle ritenute non operate ai sensi degli artt. 126 e 127 del DL 34/2020 convertito.

In particolare, tutti i soggetti che hanno beneficiato della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, possono eseguire i versamenti che sono stati sospesi nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in alternativa:

•          in un’unica soluzione entro il 16.9.2020;

•          mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16.9.2020.

Il versamento del restante 50% può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il pagamento della prima rata entro il 16.1.2021. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Tali modalità e termini si applicano anche in relazione al versamento, da parte dei soggetti percettori, delle ritenute non operate dal sostituto d’imposta.

In alternativa resta applicabile il precedente piano di rateizzazione, secondo il quale i suddetti versamenti possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

•          in un’unica soluzione entro il 16.9.2020;

•          oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16.9.2020.

Rinvio del termine di versamento del secondo acconto IRPEF/IRES e IRAP per i soggetti ISA (art. 98)

Al ricorrere di determinati requisiti, è prorogato al 30.4.2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2019 (si tratta del 2020, per i soggetti “solari”).

Destinatari del differimento sono i soggetti che rispettano entrambe le seguenti condizioni:

•          esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), di cui all’art. 9-bis del DL 50/2017;

•          dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze (pari a 5.164.569 euro).

Atteso il rinvio operato all’art. 1 co. 2 del DPCM 27.6.2020, possono beneficiare della proroga anche i contribuenti che:

•          applicano il regime forfetario di cui all’art. 1 co. 54-89 della L. 190/2014 (se svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli ISA, ancorché siano esclusi dalla relativa applicazione);

•          applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e la- voratori in mobilità di cui all’art. 27 co. 1 del DL 98/2011 (se svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli ISA, ancor- ché siano esclusi dalla relativa applicazione);

•          presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (es. inizio o cessazione attività, non normale svolgimento dell’attività, determinazione forfettaria del reddito, ecc.).

La proroga interessa anche i soggetti che:

•          partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i suddetti requisiti;

•          devono dichiarare redditi “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR.

Pertanto, possono beneficiare dei più ampi termini di versamento anche:

•          i soci di società di persone;

•          i collaboratori di imprese familiari;

•          i coniugi che gestiscono aziende coniugali;

•          i componenti di associazioni tra artisti o professionisti (es. professionisti con studio associato);

•          i soci di società di capitali “trasparenti”.

La proroga in esame si applica soltanto a condizione che, nel primo semestre dell’anno 2020, l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi sia diminuito di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Differimento del termine di versamento della tassa automobilistica per i veicoli concessi in locazione a lungo termine senza conducente (art. 107)

Per i veicoli concessi in locazione a lungo termine senza conducente, le somme dovute a titolo di tassa automobilistica (c.d. “bollo auto”) in scadenza nei primi 9 mesi dell’anno 2020 sono versate entro il 31.10.2020 (il termine di versamento era precedentemente fissato al 31.7.2020) senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

Nuova rivalutazione dei beni d’impresa (art. 110)

Il decreto introduce una nuova rivalutazione dei beni di impresa che potrà essere posta in essere nel bilancio al 31.12.2020. In particolare, questa opzione può avere:

•          rilevanza solo civilistica e contabile;

•          oppure rilevanza anche fiscale, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva del 3% sui maggiori valori iscritti.

In altri termini, applicando questo nuovo regime, l’iscrizione di maggiori valori in bilancio non viene subordinata obbligatoriamente all’assoggettamento dei medesimi ad imposizione sostitutiva. La rilevanza fiscale della rivalutazione, infatti, potrà essere decisa in via autonoma nel momento in cui si intenda versare l’imposta per far valere i maggiori valori anche sotto il profilo fiscale.

La rivalutazione compete alle società di capitali e agli enti commerciali residenti che non adottano, per la redazione del bilancio, gli IAS/IFRS.

Attraverso il richiamo della norma all’art. 15 della L. 342/2000, possono applicare questo regime anche le società di persone commerciali, le imprese individuali, gli enti non commerciali residenti e i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia.

Possono essere rivalutati i beni d’impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della L. 342/2000, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, che risultano dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2019.

La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio in corso al 31.12.2020; inoltre, la medesima può essere effettuata distintamente per ciascun bene e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 3% per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili.

L’imposta sostitutiva deve essere versata in un massimo di tre rate di pari importo di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita.

I maggiori valori assoggettati all’imposta sostitutiva per la rivalutazione sono riconosciuti ai fini fiscali a partire dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2021.

In caso di rivalutazione efficace ai fini fiscali, quindi, a partire da questo esercizio i maggiori valori attribuiti ai beni rilevano ai fini:

•          della deducibilità degli ammortamenti;

•          della determinazione del plafond delle spese di manutenzione di cui all’art. 102 co. 6 del TUIR;

•          della disciplina delle società non operative di cui all’art. 30 della L. 724/94.

Invece, le plusvalenze e le minusvalenze sono calcolate avendo riguardo al costo dei beni “ante rivalutazione”, nel momento in cui la cessione degli stessi (o la destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa) avvenga in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita (ovvero, in data anteriore all’1.1.2024, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).

Anche per la procedura di rivalutazione in commento, il saldo attivo di rivalutazione costituisce una riserva in sospensione d’imposta per le imprese in contabilità ordinaria che optano per la rilevanza fiscale dei maggiori valori attribuiti ai beni.

All’occorrenza, questi soggetti possono affrancare la riserva versando un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%.

Resta fermo che attribuendo rilevanza esclusivamente “civilistica” alla rivalutazione, non si iscrive alcuna riserva in sospensione di imposta e non risulta necessario ricorrere all’affrancamento.

Per le imprese in contabilità semplificata, invece, valgono i chiarimenti contenuti nella circ. Agenzia delle Entrate 26.1.2001 n. 5 (§ 4.2), secondo cui non si applica il corpo di norme che disciplina il saldo attivo di rivalutazione, essendo questo legato all’evidenza di un dato (l’ammontare della riserva) desumibile dal bilancio.

Per questi ultimi, quindi, è esclusa la tassazione della riserva in caso di distribuzione.

Si segnala che l’art. 1 co. 696 ss. della L. 160/2019 (legge di bilancio 2020) ha introdotto una rivalutazione dei beni di impresa, efficace dal punto di vista fiscale, che doveva essere effettuata nel bilancio al 31.12.2019.

Ai sensi dall’art. 12-ter del DL 8.4.2020 n. 23 (conv. L. 40/2020) la rivalutazione in argomento può essere effettuata anche:

•          nel bilancio al 31.12.2020;

•          nel bilancio al 31.12.2021;

•          nel bilancio al 31.12.2022.

Inoltre, si ricorda che l’art. 6-bis del DL 23/2020 ha previsto che, per le imprese dei settori alberghiero e termale, la rivalutazione dei beni in argomento possa essere effettuata senza imposte sostitutive.

Erogazioni liberali in natura ai dipendenti – Incremento del limite di esclusione da tassazione (art. 112)

Limitatamente al periodo d’imposta 2020, l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’art. 51 co. 3 del TUIR è elevato da 258,23 euro a 516,46 euro.

Altre novità del mese di Agosto

Agevolazioni per la capitalizzazione delle medie imprese – provvedimento attuativo

Con il DM 10.8.2020, pubblicato sulla G.U. 24.8.2020 n. 210, sono state stabilite le disposizioni attuative dell’art. 26 del DL 19.5.2020 n. 34 (c.d. decreto “Rilancio”), contenente la disciplina agevolativa per la capitalizzazione delle medie imprese (imprese il cui fatturato è compreso tra 5 e 50 milioni di euro) danneggiate dalla pandemia da COVID-19 (sono tali le imprese i cui ricavi del bimestre marzo-aprile 2020 sono inferiori di oltre il 33% rispetto a quelli del corrispondente periodo del 2019).

Le agevolazioni competono a condizione che tali società deliberino un aumento di capitale tra il 20.5.2020 e il 31.12.2020 e che entro il 31.12.2020 le somme siano interamente versate.

In presenza delle condizioni di cui sopra:

•          ai soggetti che hanno sottoscritto l’aumento di capitale compete un credito d’imposta pari al 20% delle somme sottoscritte e versate;

•          alla società che ha deliberato l’aumento di capitale compete un credito d’imposta parametrato alle perdite che essa subisce nell’esercizio 2020.

Per entrambi i crediti d’imposta, il DM 10.8.2020 prevede l’obbligo di invio di apposite istanze all’Agenzia delle Entrate.

I crediti sono riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, e in ogni caso sino ad esaurimento delle risorse stanziate, pari a complessivi 2 miliardi di euro.

I termini e le modalità di presentazione delle istanze saranno disciplinati da un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Autoveicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti – Decorrenza della nuova modalità di determinazione del fringe – benefit

Con la ris. 14.8.2020 n. 46, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni in merito alla decorrenza della nuova disciplina dei fringe benefit, ai sensi dell’art. 51 co. 4 lett. a) del TUIR (come modificato dall’art. 1 co. 632 della L. 160/2019, legge di bilancio 2020), per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.

La nuova disciplina si applica ai veicoli di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dall’1.7.2020.

La locuzione “di nuova immatricolazione” va ricondotta agli autoveicoli, motocicli e ciclomotori immatricolati dall’1.7.2020 (non rilevando la data di entrata in vigore della legge di bilancio 2020, vale a dire l’1.1.2020).

Al fine di individuare i “contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”, rileva il momento della sottoscrizione, da parte del datore di lavoro e del dipendente, dell’atto di assegnazione del benefit.

È necessario, inoltre, che il veicolo sia assegnato al dipendente a decorrere dall’1.7.2020.

Sospensione temporanea delle minusvalenze nei titoli non durevoli – estensione all’esercizio 2020

Con il DM 17.7.2020, pubblicato sulla G.U. 14.8.2020 n. 203, sono state estese all’esercizio 2020 le disposizioni in materia di sospensione temporanea delle minu­sva­lenze nei titoli non durevoli, contenute nell’art. 20-quater del DL 23.10.2018 n. 119, conv. L. 17.12.2018 n. 136.

In particolare, la richiamata norma del 2018 prevede:

•          una deroga ai criteri di valutazione in bilancio dei titoli iscritti nell’attivo circolante, che consente (si tratta, infatti, di una disposizione a carattere facoltativo) ai soggetti che adottano i principi contabili nazionali di mantenere i medesimi valori risultanti dal bilancio precedente;

•          che la deroga si applichi con riferimento all’esercizio 2018 (per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare), ma che possa essere estesa, con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, agli esercizi successivi, “in relazione all’evoluzione della situazione di turbolenza dei mercati finanziari” (con il DM 15.7.2019, la deroga valutativa era già stata estesa all’esercizio 2019).

La norma fa riferimento, al co. 1, ai “soggetti che non adottano i principi contabili internazionali”. Pertanto, la deroga si applica ai soggetti che redigono il bilancio secondo le disposizioni del codice civile (artt. 2423 – 2435-ter c.c.) e i principi contabili nazionali emanati dall’OIC.

Sotto il profilo oggettivo, si evidenzia che la deroga riguarda i “titoli non destinati a permanere durevolmente” nel patrimonio dell’impresa e, quindi, le attività finanziarie iscritte nell’attivo circolante. Il termine “titoli” deve essere inteso in senso ampio, tale da ricomprendere sia i titoli partecipativi (azioni, quote di srl e strumenti finanziari assimilati), sia i titoli di debito (obbligazioni, titoli di Stato, quote di fondi comuni di investimento, ecc.).

Credito di imposta per le commissioni su pagamenti elettronici – Utilizzo in compensazione

Con la ris. Agenzia delle Entrate 31.8.2020 n. 48:

•          è stato istituito l’apposito codice tributo da indicare nel modello F24 per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta riconosciuto agli esercenti attività d’impresa, arte o professioni in relazione alle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori finali, a partire dall’1.7.2020, di cui all’art. 22 del DL 124/2019 e al provv. Agenzia delle Entrate 29.4.2020 n. 181301;

•          sono state impartite le istruzioni per la compilazione del modello F24.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa per le commissioni relative ai pagamenti elettronici.

A tal fine deve essere utilizzato il nuovo codice tributo “6916”, istituito dalla risoluzione in esame.

In sede di compilazione del modello F24:

•          il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati” (ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”);

•          i campi “mese di riferimento” e “anno di riferimento” sono valorizzati con il mese e l’anno in cui è stata addebitata la commissione che dà diritto al credito d’imposta, rispettivamente nei formati “00MM” e “AAAA”.

I modelli F24 contenenti le compensazioni in esame devono essere presentati esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

Si ricorda che il credito d’imposta sulle commissioni per le transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronici è un’agevolazione destinata agli imprenditori o lavoratori autonomi, per i quali risultino nell’anno precedente ricavi e compensi inferiori ai 400.000 euro.

Ritardi nei pagamenti – Individuazione dei tassi “legali” di mora per il II semestre 2020

In relazione al secondo semestre 2020, i tassi “legali” degli interessi di mora per il ritardato pagamento delle transazioni commerciali e dei servizi dei lavoratori autonomi, anche nei confronti di Pubbliche Amministrazioni, nonché tra lavoratori autonomi e imprese, rimangono stabiliti nella misura:

•          del 12%, per le transazioni aventi ad oggetto prodotti agricoli e/o alimentari;

•          dell’8%, per le altre transazioni commerciali.

Il tasso di riferimento della Banca centrale europea (BCE), infatti, è rimasto invariato allo 0%, con la conseguenza che il tasso di mora è costituito solo più dalle previste maggiorazioni.

Obbligo comunicazione PEC entro il 1/10/2020

In riferimento all’art. 37 del DL 16.07.2020 n. 76 tutte le imprese che non hanno ancora comunicato il proprio indirizzo PEC, o nel caso fosse stato cancellato d’ufficio o fosse inattivo in quanto scaduto, dovranno regolarizzare la propria posizione con la relativa comunicazione al Registro delle Imprese entro il 1/10/2020.

La mancata comunicazione comporterà l’assegnazione di un indirizzo d’ufficio e una sanzione amministrativa da € 206,00 ad €. 2.064,00, ridotta da €. 30,00 ad €. 1.548,00 per le imprese individuali.

Il Decreto prevede anche la regolarizzazione per i professionisti iscritti in albi ed elenchi.

La mancata comunicazione porta alla diffida dell’iscritto e, in caso di inadempienza, trascorsi 30 giorni, porta alla sospensione.